Perfezione

Perfezione

Sai quand’è la perfezione?
Mai.
La perfezione ha successo perché è come quel dio con cui non si parlerà negli occhi, che ci incuriosisce e dà da domandarci: “Chissà com’è fatto?”
Ma c’è della perfezione uno stato continuo, nella verità quanto nella menzogna, una sostanza profumata, l’odore sempre diverso che riconosci fra milioni di rotte e rottami. Volerla è la natura dell’uomo, ma è nella natura che abita: il cielo, il mare, alberi e rospi sognatori incalliti.
“Principessa, lei è così lontana da me.”
La perfezione è lacrime, distanza e cammino. Camminare è naturale, perciò perfetto per imparare.
“Un giorno la sposerò.”
Una rotta fra milioni si sceglie, il profumo di un giorno non è quello di ieri. Elementi separati si uniscono grazie al ponte della nostra volontà di volerla la perfezione: perfezione è sacrificio. È ore da soli, due birre in meno quando ti invitano a berne quattro in più, è dire no e dire “Sì, adesso è il momento giusto perché sono pronto.”
Ma è una menzogna che racconti a te stesso, non sei mai pronto. Lo sguardo nello spazio, vedere lontano nella natura in cui specchiarti: scende la lacrima della distanza, ti tocchi il viso e il petto e continua il pensiero di altri ponti.
Sai quando un momento è perfetto?
Quando termina e l’hai vissuto senza rendertene conto. Alla regia del cielo metti un tappeto di polveri sottili. Sollevato assieme agli altri dimentichi di essere qualcuno e passi a qualcosa. Nel mentre si crea l’immagine di un momento che resterà negli anni, per sempre tuo e di pochi altri: metti una sera a teatro, La madre di Brecht col suo linguaggio che affonda, buio e luce, silenzio e spazio colmato da quell’odore: “Eccolo, lo senti?”
Così dici un no, prendi un sì e un baracchino anonimo è abbastanza. La natura dell’uomo viene fuori, quell’uomo che ama e non si rifugia nell’amore, quell’uomo che spera e della speranza non fa una scusa, quell’uomo che crede ancora si possano cambiare le cose senza scriverle su un muro.
Un momento è il massimo della perfezione, una sponda, una casa, tu il ponte, un mondo piccolo che passerà in un altro.
Non saremo natura finché non sapremo come cercarla.

Foto Ray Collins – Austinmer Pool

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